Deturpata

Ho il volto privo e orfano del sole
bruciato dalla mano più vigliacca
ma gli occhi come dardi in faccia al cielo
stravolgono l’orgoglio e l’orizzonte.
Ho visto la paura e la sua mole
l’affronto delle onde e la risacca
e sopra la mia testa sotto il velo
la furia che devasta l’Acheronte.
Ho il cuore che minaccia capriole
contro gli affanni che il tuo vento stacca
e i rami che si spezzano sul melo
si attardano a cercare nella fonte.
Ho ancora questa vita che mi duole
e chiede quanto e come la risacca
riporterà col tempo che non svelo
la voce un giorno nuovo e nuova fronte.
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Commenti (1)
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carla composto9 dicembre 2015
intensa e sentita lirica nella quale si evince dolore crudeltà inferti nel corpo e nell'anima... molto apprezzata per i versi incisivi e forti
