Hai noi
La tua voce,
Cristo novello nell'orto degli ulivi
duemila anni dopo
ancor chiedeva
come potesse l'amico
tradire il cuore tuo
spaccato
per te nemmeno un bacio
seppur di serpe
un ultimo contatto
sentivo la tua carne tesa
sentivo lo sguardo tuo disperso
nel buio di questa notte
troppo bella e stellata
e vorrei cullarti al seno
come potesse il corpo tuo tornar poppante
e mentre ti immagino piegato sul cuscino
il braccio sul volto in gesto di difesa
lascio al Respiro che muove la gioia del mondo
il sogno di portarti una promessa:
hai noi, noi tutti, amore mio.
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia29 agosto 2007
Complimnti... per il testo, per i versi, per l'ispirazione, per la struttura. Una preghiera d'amore.
