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Riflessioni 10 dicembre 2015 · lettura 1 min · 1153 letture

Violentati dal frastuono del tempo

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Quando nella notte potrai scorgere sagome d'anime fluttuar nel vuoto, quando camminerai tra volti indecisi, violentati dal frastuono del tempo, quando i sogni saranno finiti nel pozzo e il vento profumerá d'uragano, solo allora sará il momento per coltivare nuova terra. Conterá poco la luna, non sará necessaria, bisognerà ricominciare, pianteremo i semi alla luce di un diverso sole. Il mondo mischierá nuovamente le carte tra sussulti d'improvvisi terremoti e diluvi d'infinite tempeste. Sicuramente costruiremo una nuova Arca sulla quale galleggiare e sopravvivere, troveremo il tempo per parlare, per capire troveremo tempo per ascoltare.
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Quando arriva il tempo in cui si potrebbe, è passato quello in cui si puó... (Foto da web)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (11)

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Anna Di Principe10 dicembre 2015

E' una lirica che disvela uno spirito vibrante di sentimento e dolore per l'umana civiltà o/ e inciviltà che stridono fra le ambiguità contemporanee. Per decollare l'umanità ha necessità di altre possibilità per giungere a più sereni e amorevoli approdi, che il Poeta esprime con grande abilità creativa. Il mio sentito elogio ...

Rosita Bottigliero10 dicembre 2015

Caratteristica visione della vita... un sussulto al tempo che va... Molto bella

Umberto De Vita10 dicembre 2015

Le possibilità sono necessarie per poter il sole nella sua bellezza. Una visione quella del poeta condivisibile.

Jibi10 dicembre 2015

Goethe scriveva… “ fin quando non avrai la saggezza, muori per divenire, sarai soltanto un triste ospite su questa terra oscura” L’Autore con altre parole esprime lo stesso concetto nella prima parte della sua Poesia. Il prendere coscienza di questi moventi profondi, è una condizione necessaria per entrare nella zona di morte illuminata dalla luna, e successivamente sperimentare la rinascita di un Uomo Nuovo, con un più alto stato di coscienza, purificato dalle tendenze egoistiche che lo separano dalla sua natura eterna e divina.

DaviD10 dicembre 2015

Toni epici e immagini indovinate. Siamo sempre pronti a ricominciare, l'istinto si fa un baffo della ragione... ed ha ragione

carla composto10 dicembre 2015

forse é troppo tardi o forse ...il tardi non é ancora giunto... ricominciare con nuove idee ...forse non serve la luna per poter coltivare terra nuova ... intensa e bella in metafore eccellenti il mio plauso

Pagu10 dicembre 2015

Tanti spunti sui quali meditare, una riflessione che condivido e sostengo perché l'incomunicabilità di questi tempi è davvero dannosa. Occorre parlare, ascoltare, far crescere una nuova vita perché quello che oggi siamo non è più sufficiente. Una lavoro corposo, profondo, oserei dire necessario. I miei complimenti.

Grazia La Gatta10 dicembre 2015

Una riflessione molto profonda su di un tema serio, importante e che tortura la mente di molti. Piaciuta molto la chiusa: "troveremo il tempo per parlare, per capire, per ascoltare ..." Lirica piaciuta e apprezzata.

Alberto De Matteis10 dicembre 2015

Una riflessione molto incisiva che nasce dalla constatazione del mondo d'oggi, in cui si assiste ad un degrado generale, che porta ad una incomunicabilità spaventosa, tanto da ipotizzare una nuova arca. Testo poetico piaciuto ed apprezzato per la sua originalità

Antonella Garzonio11 dicembre 2015

È tempo di ricominciare a pensare, riscoprire il senso di solidarietà e fratellanza, riscoprire la gioia di ascoltare ed essere ascoltati. E'tempo di cambiare...

Fabio Galletti Cacciari12 dicembre 2015

Forza poetica e positivismo autentico, quello "dalle maniche rimboccate" e dei cuori sgombri da torvi interessi, bella bella anche se continuo a pensare che avremo che avremo storia breve come raccontano i dinosauri.