Oltre le "Filippiche" 3

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Anche oggi chi scrive liberamente senza essere asservito al finanziatore del giornale, se la vede brutta, può passare sei guai, può perdere il posto di lavoro. Nel periodo in cui visse Marco Tullio Cicerone le cose erano terribilmente peggiori, chi osava avere il libero pensiero ed esercitarlo perdeva la vita. Così successe a Marco Tullio. L'autrice vuole evidenziare che chi è coraggioso, sincero e onesto può finire male però la sua memoria vivrà in eterno. Sarà di esempio ai posteri
AnCora una volta un omaggio a quel grande che fu Cicerone, uomo integerrimo che per la sua coerenza e rettitudine di pensiero pagò con la vita. Un test poetico meritevole di plauso
Un gran lavoro certo... ma faccio fatica a comprendere i troncamenti quando non dettati da esigenze metriche.
Omaggio ad un uomo di grande spessore culturale e intellettuale, ma attenzione, non confondiamo. Come lascia trasparire anche la poetessa, uomo politico scaltro, che utilizzava la sua retorica per aver ragione dell'avversario non per alti valori etici. Vado oltre, su personaggi di questa caratura è superfluo, inutile e dannoso voler dare giudizi morali, sia positivi sia negativi. Ed a mio avviso questa era l'intenzione della brava poetessa, omaggiare non santificare.




