La tristezza
Mariella Pennisi
24 poesie pubblicate
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S’avvinghia come serpe
dalle nere pupille accese,
ridestando il dolor che langue
e dirama quel sibilo acuto
com’un veleno senza antidoto,
strisciando tra i ricordi sepolti
nei sepolcri del cuore.
Apre le sue fauci per soffocare
ogni canto di conforto
e lo tramuta in confusa nenia
che lentamente divora la vita
e rotola, rotola nella mente
come masso di Sisifo
che arriva su e poi riscende.
Tal è la tristezza quand’ella
s’annida in seno e non
convien di lasciarci se non
quando, appagata,
di noi, ingorda, s’è saziata.
©
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L'autore
Mariella Pennisi
Leggendo nutriamo le nostre anime, scrivendo liberiamo i pensieri in forme infinite...
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