E divento sole, e poi notte
Giorgia Spurio
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E come le piume che ha la chioma
al cielo soffiano sulle guance
le sirene e gli angeli,
il tormento con cui
mi abbraccio
come un pugnale
sotto il cuscino.
E sei il dannoso danno
e il divino sogno,
e il profumo dei capelli
che tuoi corvini
mi accarezzi
sui palmi le mani
e rimani, indelebile memoria
come il polline lungo
le lacrime dei piccoli demoni
ripudiati.
Finzione di timidezza e arroganza,
meraviglia d’oceani,
silenzio che ha
come un bocciolo
tra le labbra
la pallida natura,
come la maschera
che il sole di notte
indossa e fugge
verso la luna,
e mi travesto d’astro
e firmamento.
E ti ruberò,
l’istante
in cui tra le dita
ti rapisco il respiro,
lì dove sei unica cosa
anima e pelle
bacio e schiaffo
abbraccio e graffio
parola e assenza,
muta come la statua
del vento, dove correndo
si punge la brezza, temibile
e indispensabile essenza.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Antonio Biancolillo14 dicembre 2015
Un bel verseggiare tra profumi di donna... a rubare quell'istante di respiro tra le dita... Grande enfasi in tale passionalità da catturare l'interesse di chi legge... grande stile ed eleganza, dove passione e sentimento si fondono... Molto apprezzata...
Enrico Baiocchi20 dicembre 2015
Una bellissima llrica, molto articolata, si stacca prepotentemente dalle altre sul tema, colma di passione nella esternazione di un amore devoto e preteso, particolarmente affascinato dalla mobilità delle immagini che si susseguono, mi lascia un po' perplesso invece la composizione della prima strofa, che sento un po' disarmonica specialmente nei primi tre versi. Comunque un plauso per l'originalità e la forza evocativa espressa.


