Qualcosa si è spento, 2
Ferny Max Curzio
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Come da qualcosa che si è spento
un’ombra campeggia sul mio viso.
Di lotte interminabili è vestigio
e dolorosa evidenza d’un passato.
Bellezze d’universo ho concepito
ch’or è vano attendere dai sogni
mentre di morte un trionfo sento
da fatui d’anima sgraziati fuochi.
Pure quest’affidarsi fra le righe
temo non mi venga più concesso.
E i cari bei fantasmi d’inseguire
o le formule/magìe di suggestione.
Presto il marasma vincerà su tutto,
ingurgitando fin l’ultimo sussulto
di quella vita schietta, desiderata,
ed inseguita, che si perde lontano.
Chiaroscuri sulla carta rammentano
i travagli d’un tempo che ci fugge,
scandito solo di vecchiezza, ormai,
inesorabile, per gli uomini e le cose.
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L'autore
Ferny Max Curzio
Commenti (3)
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Giovanni Monopoli30 agosto 2007
nella nota hai praticamente evidenziato ilvmio pensiero che comunque esterno con tutta sincerità per un testo molto piaciuto...
Elisabetta Randazzo30 agosto 2007
Un testo che emana tristezza... in questi bellissimi versi
F
Fulvio6331 agosto 2007
Hai trasmesso una grande tristezza in questo tuo bellissimo e sentitissimo scritto. Grazie mio caro amico. Marco


