Quel giorno (e nella notte)

All’alba assaporavo ancora le tue labbra
e miravo la tua innocenza nel sonno
e nel ventre ancora tutto il tuo fuoco
che divampa nel sole d’oggi al tramonto
Il petto scoppiava nel prendere le tue mani.
Di prigione liberarono il mio corpo
e il tremore turbava i miei sensi e godevo
di leggerezza e del torpore svanito
-piccolo tizzone scuotesti le mie membra.
E quei baci, i tuoi baci a dirmi d’amore e di bellezza
vestirono di preziose livree nudità inaspettate.
Divorai passione e purezza da quei tuoi baci
che del mio corpo nutrirono le tue speranze
d’amore eterno in un letto che fu tua casa.
E mentre ancora l’alba non ti destava,
gustai furfante il tuo calore dalle tue membra
riempiendo ancor le mie della tua grazia
e del tuo viso rubandoti carezze.
-In quella notte scrissi ogni liberazione e ne godetti.
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L'autore
Merlino
Commenti (2)
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Pagu14 dicembre 2015
Sensualità e dolcezza, amore e tenerezza... questo e molto altro in una poesia bella da sognare. Complimenti al bravo poeta e al suo stile molto personale.
S
Sabyr15 dicembre 2015
Un eros garbato, davvero poetico e dolce, una miscela di sensualità e passione attente ai veri sentimenti. Molto apprezzata.

