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Introspezione 16 dicembre 2015 · lettura 1 min · 2358 letture

L'ultimo dente

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Ho i conti in tasca dei piedi e dei passi, dei silenzi e dei sogni fermi lì, come scheletri, negli armadi, sulle grucce come abiti da portar via, lana pesante per l’estate, cotone leggero per l’inverno. Ho i sassolini dei topi che non hanno più dentini dai bambini non più credenti, ho il tradimento dell’anima ferita dal corpo, dalla ragione che controlla ogni robot e ogni automa del senso. Ho i relitti delle notti, i soffocamenti che svegliano e l’incubo delle realtà, ho i ragni che si rifugiano costretti a lasciare casa, angoli senza più muffa né speranza, rimane come di cera intatta l’apparenza, adorazione di un dio di carta dorata e brillante. Silenzio, percorre il corridoio solo l’ultimo urlo.
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Painting: Beatriz Martin Vidal

L'autore
Giorgia Spurio
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Commenti (1)

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Francesco Rossi17 dicembre 2015

Scheletri negli armadi e chi non ne ha si faccia avanti e metta in moto un meccanismo per evocare in versi il contrario di quanto la poetessa verseggia.