128 e più
Centoventotto e più ci hanno lasciato,
in dolorosa attesa sta qualcun altro,
senza nemmeno saperne il motivo.
Volean lo svago, la serata passata in pasta,
con qualche risata o la tua sonata
hanno trovato troppo di più.
Sono stati contagiati, dal solo sguardo
di chi il virus in seno ha cresciuto,
germe d’odio, quasi allo stato puro.
Eppure ancora lontana la malattia stava
ed il pericolo non s’eran cercato.
Per me vivevano, per te era un’offesa!
Per te non conta chi o la direzione,
un’obiettivo è solo peso e frustrazione
per te vale solo l’altrui disperazione.
Ma tu chi sei, il mussulmano, la sua mano
o lo spazio deserto d’un potere manipolato,
dal mercante di morte comunque sei stato usato.
Sono credente non praticante,
certe cose mi lasciano esterrefatto,
ma tu lascia il Corano al vero fratello mussulmano.
Per i Centoventotto e più ho pregato,
speranzoso che al cospetto di Dio stiano
e, così che almeno fosse, non siano morti invano.
©
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