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Amicizia 22 dicembre 2015 · lettura 1 min · 1981 letture

Gradito fortuito incontro

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Capita, camminando per la strada, d’imbatterti in un uomo, o in una donna più facilmente, di cui tu sei stato collega di lavoro per degli anni oscuri spesso: quell’attività assorbiva il tuo tempo e preoccupava, negandoti i piaceri d’amicizia lontana dalle tante contingenze. Capitava che stima e simpatia non si manifestassero, perché quel lavoro tiranno comandava ad ogni forza tua, ogni energia, ad esso con costanza dedicate. Capita che, quel tempo ormai trascorso, da bel fortuito incontro finalmente emerga stima, sgorghi il gradimento che i due colleghi l’un per l’altro avevano, e che ora, dismessi quei vestiti ufficiali e ingombranti di una volta, diventano più puri, raffinati, attraverso uno sguardo od una mano tesa affettuosamente, con gli auguri di risolvere tutti quei problemi che il tempo, che s’avanza sempre più, semina nelle strade della vita.
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (4)

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Splendido Leotta Michele22 dicembre 2015

notevole e ben edotta questa splendida poesia che timbra un significato che appartiene a tanti lavoratori che distolgono da qesto nominato prospetto amico... molto bella

carla composto22 dicembre 2015

lavorare gomito a gomito con persone, ogni giorno... i mille impegni, i soliti discorsi, a volte nacondono, velano la vera natura di chi ci é accanto... solo al di fuori ed a volte casualmente ci si rincontra e si scopre un'animo diverso, gentile, amico... bella lirica che mette in risalto tanta verità... il mio elogio

alias Marina Pacifici22 dicembre 2015

Come messo ben in luce da questa psicanalitica e filosofica riflessione in poesia, accade sovente di conoscere i colleghi fuori dall'ambiente di lavoro, in occasione di fortuiti incontri nei quali la maschera che ciascuno di noi porta in ufficio è deposta e appare un volto con cui instaurare un vero rapporto umano.

nemesiel28 dicembre 2015

L'autore mette in luce quanto di prezioso ci perdiamo ogni giorno, la nostra incapacità di vedere quanto importante sia il dono di un quotidiano a cui non sappiamo dare il giusto valore presi come siamo dalle attività che lo compongono e lo accompagnano... lo scopriamo così, per caso, in un incontro fortuito che rivela la sua intensità, che malinconicamente ci rende consapevoli di ciò che abbiamo perso e... ahimè... per sempre.