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Impressioni 22 dicembre 2015 · lettura 1 min · 1907 letture

Amabile carnevale... a voi il giudizio

zani carlo 796 poesie pubblicate
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A piedi nudi la mia supplica diffondo a chi di sentir ragioni non avrebbe a indossare tuniche di magistrale fattura... il mio verdetto nelle labbra impresso rimetto al tuono benemerito tra incredule risate e stolte litanie e che fatica anche osare resistenza... il dolore che più non provo abituato ormai latito Amabile il carnevale di risposte in coriandoli indigesti a nulla le loro mosse... acuto l'angolo delle visioni affissi attendono novelle e tra le tragedie il cartellone delle vanità un libero posto approntato occupa il tutto... sipario impolverato dello spettacolo ben riuscito e rimarrà ai più sconosciuto
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Una sequela di sensazioni... il carnevale di altri non mi fa proprio ridere... anche se insiste.

L'autore
zani carlo

Nasco a Brescia nel marzo 1970 verso la fine(28) e vivo attualmente in un ridente paesino della franciacorta:Fantecolo(provaglio d'iseo),una ridente frazione collinare di 500 anime. Faccio di professione il commerciante Ho da poco intrapreso una mia piccola missione: quella di mettere per iscritto quello che mi ba

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Commenti (5)

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Anna Di Principe22 dicembre 2015

Molto adeguato il titolo della lirica che fa un'amara analisi su atteggiamenti e comportamenti di individui o della collettività molto irritanti, perché esagerati. Condivisibile il pensiero del Poeta, che è di certo riferito ad un'esistenza priva di valori fondamentali per una dimensione equilibrata. Il contenuto, sempre ben verseggiato dal Poeta,è di grande attualità, ponendo al lettore dei punti di domanda. Lirica di spessore per stile e forma.

Rosita Bottigliero22 dicembre 2015

L'apparenza avvolta a impressione esagerata rende passivi ... Una lirica che lascia meditare... bella per forma e contenuto.

Luisa Molinari23 dicembre 2015

Il tempo parlerà per noi e per loro. Poesia che arriva al cuore e quasi fa male tanto è profonda

Grazia Denaro23 dicembre 2015

Ormai non c'è più giustizia, non c'è più dignità, ognuno si porta le proprie ragioni con imbecillità e cerca di convincere noi uomini con risibili scuse che non stanno né in cielo, né in terra, anzi portano chi li sta ad ascoltare o all'ilarità o al voltastomaco. Ormai la società è divenuta avariata a cominciare da coloro che stanno in alto, ai posti di comando. Una lirica di ribellione e d'irritazione verso gl'ipocriti. Apprezzata!

Luciano Capaldo23 dicembre 2015

Fra le liriche più apprezzate che denunciano una società avariata e consumata dal piacere e dalla meschinità. Sono i valori quelli che mancano ed imperano altri stereotipi fastidiosi, distruttivi dell'anima sensibile di tanti come l'autore nauseato e ribelle. Grossi spunti di riflessione e condivisione in versi davvero eleganti e ben impostati.