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Riflessioni 27 dicembre 2015 · lettura 1 min · 3892 letture

Proteggersi per finta

Cristiano De Marchi 282 poesie pubblicate
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Domani sarà tutto come ieri dalla stessa fontana sgorgherà acqua fredda, i rumori della città arriveranno quanto prima e sveglieranno il silenzio come ogni mattino. Domani sarà tutto come oggi senza futuro per chi disegna l'ombra senza passato per chi cesella l'istante senza presente per chi invade la notte. Un lampione farà troppa luce e la curiosità d'un ratto affamato distruggerà le perplessità del sonno che non c'è, che non è mai stato. Il naviglio scorre nero e silenzioso tra la nebbia acquolina che m'avvolge, come un mantello caldo e tenebroso col quale mi proteggo per finta.
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Una notte con un clochard... (Foto da web)

L'autore
Cristiano De Marchi
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Commenti (7)

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Antonella1727 dicembre 2015

La reale difficoltà di vivere delle persone meno fortunate. Un dolore reale e tanta solitudine sono loro compagni di vita. Grande lirica attenta e sentita.

e
emiliapoesie3927 dicembre 2015

grave problema sociale la solitudine e la mancanza di una fissa dimora, l'autore scava nell'intimo del cuore per dar voce di chi nel bisogno è solo, dimenticato, e talvolta illuso con promesse mai mantenute...

Claretta Frau27 dicembre 2015

Triste realtà. Domani sarà tutto come ieri perché manca la volontà e l'indifferenza è un fenomeno che va allargando.

Pagu27 dicembre 2015

Una realtà di grande disagio raccontata con delicata sensibilità. Difficile pensare a un domani se non si hanno prospettive, sembra di essere in una strada che non conduce da nessuna parte. Il poeta narra tutto questo in un'opera che diventa voce di coloro che non hanno più parole. Molto apprezzata.

carla composto27 dicembre 2015

un grosso tema sociale trattato dal poeta con delicatezza, quasi in punta di piedi, senza sminuire la gravità del problema... molto sentita ed apprezzata il mio elogio

nemesiel29 dicembre 2015

Quanta amara consapevolezza del sapere che nulla cambia, che il fervore spirituale, spesso solo apparente, che ci invade svanirà e il dolore di ognuno e di tanti, degli invisibili soli sarà come è sempre stato. Dovrebbe tenerci svegli quel lampione se fosse acceso nella nostra anima e lasciarci desti a riflettere e poi fare...

Angela Schembri30 dicembre 2015

Giorni grigi che si rincorrono l'un con l'altro, uguali se non in peggio per queste anime vive, inquiete, rassegnate. Gente che si confonde fra la gente che passa accanto con noncuranza, senza intravedere, né sentire quel rispetto che la loro muta voce, umile, grida. Ognuno di loro ha una storia degna di essere raccontata e che vive racchiusa, in solitudine, nel loro cuore. Immagini descritte dall'Autore in maniera sentita, vissuta. Plauso!