Il vecchio bambino
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (5)
Complimenti, splendida ed ovviamente non solo per il rimare che a me più piace.
Il fanciullino che è in noi è colui che ci dona la speranza e la forza di andare oltre... scorrevole e fresca nel verseggio questa bella poesia.
Una lirica bella che racchiude una grande verità,il bambino che è in noi è semplicemente nascosto dietro una patina di comportamenti maturi, ma riemerge in modo prepotente quando si diventa soprattutto anziani. Complimenti all'autore.
Io dico sempre, che anche se l'involucro esterno cambia aspetto, dentro mi sento sempre lo stesso. Ed ha ragione l'autore, il bambino che c'è in noi in realtà non crescerà mai. Molto bella.
Gli estremi sempre si congiungono e si danno la mano. Ecco perché infanzia e senilità sono le due facce della medesima medaglia e ben rappresentano il caleidoscopio del divenire dell'essere. Sempre ho provato turbamento al pensiero dell'anno che nasce e che si frantuma nei dodici mesi, in quattro stagioni, in una miriade di festività... Mi fa pensare ad una dissociazione della personalità, ben delineata da Pirandello in "Uno, nessuno e centomila", da Palazzeschi in "Chi sono? Il saltimbanco dell'anima mia" e dall'intera opera del grande Pessoa.




