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Riflessioni 30 dicembre 2015 · lettura 6 min · 791 letture

Il rumore del tempo

giovanni bianchi 204 poesie pubblicate
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Il rumore del tempo che cammina, pianure attraversando e mari e monti, toccando punti e mete stabilite, bevendo acqua fresca a tante fonti, ché si comincia sempre di mattina e l'aria fresca può donar conforto, per superare, lieve, le salite, per arrivare sano e salvo in porto, ti elenca di continuo nella mente le ore che camminano, speciali, segnala i bei momenti e quelli brutti, con movimenti bianchi lenti e uguali. Il freddo delle notti non si sente, perché il rumore ti fa compagnia, si carica di guai, con i suoi lutti, e piano la tensione vola via. Assieme a noi sta il tempo nel suo viaggio e assieme a noi consuma le emozioni di un vivere difficile e imperfetto: e spesso è resa senza condizioni. Ci vuol fortuna anima e coraggio per rendere più bella l'avventura, cercare, se possibile, diletto in altre cose e non aver paura. Ma basterà, mi chiedo con sgomento, gettare al vento quelle sicurezze, che ritmano l'andare dei miei giorni e rendono preziose le certezze e il navigare fruttuoso e lento, che gioca anche col senso della vita, con fughe avanti e rapidi ritorni, per una sfida strana e mai finita? Gettare il cuore oltre il suo confine, lasciare i dubbi e le tensioni al vento, cercare e confidare in qualcos'altro, provare sempre d'essere contento, sarà la giusta soluzione, infine, in questo mondo vero e sconosciuto crudele misterioso ed anche scaltro, meraviglioso folle ed incompiuto? E intanto sento ancora quel rumore che scorta con pazienza i passi miei fidato amico, vigile e silente, sempre presente anche se non ci sei. Ti aspetta quieto, quasi con amore, il tempo non ha fretta, è vecchio assai ha visto tutto, che per lui è niente, perché ha tempo e non finisce mai. Finiscono, però, amori e affetti perduti negli anfratti della vita, nel lungo dipanarsi di vicende di questa storia nata ed infinita e le presenze con cui far progetti, riempire mente e cuore di sorrisi, dividere il dolore che sorprende, via sono già nei loro paradisi. I vuoti sono ardui da riempire, a volte provi, ma non ce la fai, ci sono cose che non puoi cambiare: le stelle in cielo non le cambi mai; piú non potrai con gioia interagire con le persone dal volto cosí caro, che ti dicevano come camminare, dei giorni e vincere quel gusto amaro. Ti mancano le voci ed il calore di quel vissuto ormai troppo lontano il modo di guardare, le parole di chi non c'è e saluta con la mano. E resta sempre il tipico rumore del tempo che trascina il suo fardello, a volte con la pioggia o con il sole ed io con lui, ché il viaggio è sempre quello. É quello che scagliò con forza bruta dispersa in mille raggi di violenza in vortici di magica bellezza materia grezza e senza la coscienza. Quella potenza allora sconosciuta portò tutte le cose a raggrupparsi in forme strane, segno di saggezza: la vita nacque per moltiplicarsi. Creando, con amore, una simbiosi con l'essere che più ti é congeniale, con cui ti trovi bene a fare tutto, che troverai per te, sempre speciale, ragazzi innamorati prima e sposi poi lo si è cosí, per continuare a vivere il segreto di un costrutto, che ha come piloni il verbo amare L'amore lega e permea le cose: piante animali rocce e anche persone, che di sostanze loro sembran fatti ma dell'amore sono l'espansione, diverse forme, stravaganti pose, perdute nel mistero di un cammino di un'entità ineffabile, ritratti, accomunate, tutte, da un destino che non rilascia facili ragioni al nostro andare bello e maledetto, nati per caso e poi per caso morti dopo un agire senza alcun progetto nè gran disegni né motivazioni, ma vento nei capelli e occhi al sole la massa di felicità e di torti, di sogni e delusioni una gran mole. E il Tempo scorre, come da contratto, il suo rumore pulsa ed è la guida, di chi andar vuole e cerca un'altra via e a questo suono, con calor, si affida. Un faro nella notte a chi, distratto, si sta perdendo e se ne va lontano, il fascio della luce é cortesia, ti segue poi ti prende per la mano Perché se la tempesta giunge forte e picchia con violenza il tuo sentiero trovare puoi un rifugio che ti dia riparo da un creato tutto nero, che sparirà chiudendo le tue porte e quel momento ti sarà speranza per rompere dei sogni l'atrofia per rompere del tuono l'arroganza. Così che qualche volta puoi avvertire il suono del silenzio che sorprende il tocco delicato di una brezza, il senso di un sorriso che riprende il giusto atteggiamento di un sentire che ti ripara come madre attenta facendoti scoprire la bellezza in mezzo a una vicenda che spaventa. Ché il tempo si dilata o si restringe si adatta alle paure ed emozioni è corto nei momenti dolci e lieti si allunga e molto in tristi condizioni non mette fretta osserva e non ti spinge ha tempo per pensare al suo passato ti avverte coi messaggj suoi discreti che tutto scorre nel modo concordato. E il tempo fugge, fugge come un lampo, quando felice sei fra quelle braccia di chi hai amato e sempre tu amerai, di falsità e miserie non c'è traccia, ma alla tristezza infida non c'è scampo, se imbocchi strade buie nella vita, il tempo è uguale, ma non passa mai ardua è la meta, lunga e mai finita. Rimane quella voglia d'infinito, che senti forte, ma non sai spiegare, il cuore corre come disperato, colto sul punto dolce del sognare Ed anche se non lo si è ancor capito, s'accendono violente le passioni, per un finale buio e non spiegato, ma che giustifica tutte le pulsioni. Verrà il momento e tu sarai sorpreso perché tutto è passato in un baleno ti volti indietro a trarre conclusioni e la voglia di luce viene meno, abbandonar dovrai, è sottinteso, ció che per sempre hai fortemente amato: l'amore, la bellezza e le stagioni e poi alla fine... quel che è stato è stato
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