L'autunno volge all'inverno

Giace l’autunno
donde
marcio è l’odore
del tappeto fogliame.
Volge l’autunno,
nel l’ocre del giallo,
nel venato
del pianto.
Giace l’autunno,
nel sapore
salato del pane
nel colore rosso
del sangue.
Volge l’inverno
in un collo tagliato
da un coltello affilato.
Giace l’inverno
in un drappo nero
sul pennone
ammainato.
Inanimate giacciono
le giovinezze arabe,
muoiono nelle bistrot
le giovinezze parigine.
Giace l’arcaico
nell’orrore di ogni secolo
volgendo lo sguardo
nel futuro irrelato.
Angeli sacrificati
angeli annegati
da uomini avidi
e popoli inetti.
Uomini raggirati
innocenti massacrati
per ipocriti dogmi
da abietti intelletti.
©
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
Commenti (1)
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rosanna gazzaniga17 gennaio 2016
Tutto il dolore del mondo in questi accorati versi... intensa e bella opera che condivido in ogni sfumatura!
