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Ribellione 7 gennaio 2016 · lettura 1 min · 1717 letture

Condizione ...umana

Luciano Capaldo 401 poesie pubblicate
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Un logoro, lercio vestito, bruciato dal cattivo odore, liso quel vecchio giovine corpo racchiuso trattiene -similmente- quel cuore clochard imbrutito consumato e prigioniero in quel busto, gabbia le sue costole, si dimena, s’avvinghia a quelle sbarre; divellerle vorrebbe per fuggire. Nell’universo ... condizione umana!
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Spesso chi soffre ha un cuore racchiuso in gabbia e liso come i vestiti di un clochard.

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Luciano Capaldo
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Commenti (20)

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Grazia Denaro7 gennaio 2016

Purtroppo ormai i clochard sono arrivati ad un punto tale, che spesso non vogliono più rientrare nella società che li ha delusi, malmenati fino a cacciarli ai margini. E nessuno di coloro che hanno il potere si danno da fare a poterli sollevare da questa vita ai margini del vivere. Loro soffrono e come soffrono, sia moralmente che materialmente. Versi sentiti e condivisi.

rita iacobone7 gennaio 2016

Sulla terra c'è sempre qualcuno nella condizione di sofferenza frustrante perché generata dagli stessi simili per disinteresse e ingiustizia. Intensi questi versi che con molta delicatezza sottolineano il grande problema dell'essere umano privato della semplice ed elementare quota di benessere che il buon Dio inizialmente dona a tutti quando arrivano in questo mondo.

Umberto De Vita7 gennaio 2016

I barboni, che con disprezzo così vengono chiamati, sono soltanto persone sfortunate. Questa poesia che li descrive, è scritta bene mettendo in risalto la loro sofferenza. Il mio elogio.

zani carlo7 gennaio 2016

Fa riflettere... questa lirica, mette in evidenza quanto la sofferenza interiore si ripercuota all'esterno di noi... infatti non è difficile vedere la sofferenza sul volto di chi anche tenta di nasconderla.

Sublime riflessione sul fatto che in condizioni imposte, il cuor è più libero ancora!

Pagu7 gennaio 2016

Una riflessione profonda e intensa che condivido... quanto dolore ci condiziona e ci trasforma. Resistergli è inutile, perché, puntuale, esso arriva e vince. Il poeta esprime tutto questo nella sua lirica che piace anche per originalità e ricercatezza. Un lavoro particolare e bello. Complimenti.

Sara Acireale7 gennaio 2016

Non c'è cura per la sofferenza dell'anima (al contrario di quella fisica)... Le ferite dell’anima con le loro scie di malessere non hanno bisogno di cure farmacologiche ma psicologiche. È una sofferenza, che il più delle volte, non viene capita. Quando la sofferenza scende in noi, nelle nostre fibre più nascoste e ci tortura lacerandole e spezzandole, essa tende a separarci dal mondo delle persone e delle cose, isolandoci e incrinando, in misure diverse, le nostre relazioni con gli altri. Sembra di vivere in una gabbia di cui non si possono spezzare le catene, ci si sente impotenti e senza nessuna energia

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stello cutroneo7 gennaio 2016

Il poeta esalta la voglia di libertà che tutti gli esseri umani anelano e cercano disperatamente di raggiungere, a prescindere dalla condizione in cui si trovano: spesso non ci si sofferma a pensare alle necessità, al bisogno degli altri. Molto sensibile e profonda la riflessione offerta e molto ben scritta, come al solito, molto piaciuta i miei complimenti. Segnalata.

Adele Vincenti7 gennaio 2016

Lirica con argomento profondo e veritiero, la sofferenza umana è piaga profonda, a volte per non soffrire, evitiamo di guardare... eppur nel loro sguardo ...appar il dolore del cuore e disagio di un'anima in disuso... barboni, sofferente, condizione umana, ben descritta dall'autore...

Salvatore Masullo7 gennaio 2016

Lirica contenente un ossimoro molto efficace e ben congegnato ("vecchio giovine corpo"), oltre al gioco di parole, molto apprezzato, contenuto nel titolo ("condizione... umana"). Belle le espressioni narrate che rappresentano con grande effetto certe situazioni di estrema povertà, figurata e raccontata ("gabbia le sue costole", "bruciato dal cattivo odore"...). Immagini che denotano la conoscenza e la buona padronanza di un lessico che piace, forbito e leggermente aulico pur se usato per raccontare ai lettori situazioni di estrema povertà. Stile narrativo molto classicheggiante ma mai monotono e prevedibile. Opera molto apprezzata. Un plauso all'Autore!

Clelia Maria Parente7 gennaio 2016

Come sono veritiere le frasi che compongono questa lirica: la verità di chi vive nella povertà è sentita moltissimo e ci fa capire che la vita non è per tutti uguale. Molti vivono una vita agiata, ma tanti altri non hanno neppure una dimora, così dormono sui cartoni per strada e passano in tal modo la loro libertà, che è anche colma di povertà. Letta e condivisa. mi complimento col poeta.

Anna Di Principe8 gennaio 2016

La realtà in cui oggi si vive è foriera di vicissitudini ed ostacoli e ci si sente in gabbia simili al clochard che è costretto ad indossare abiti lerci e maleodoranti. E' una condizione umana costrittiva e dolorosa soprattutto per chi ha una profonda sensibilità e valori morali. Bravo il Poeta che si è addentrato in una tematica complessa e che sapientemente ha verseggiato in una lirica coinvolgente e riflessiva. Al Poeta il mio encomio .

carla composto8 gennaio 2016

che bella metafora e come é ben espressa e descritta questa condizione umana di chi ormai privato di tutto, della vita stessa si senta chiuso in una gabbia emarginato dal mondo intero... bellissima e sentita il mio plauso

Anna Rossi8 gennaio 2016

Le mille facce della sofferenza umana, dolorosa e spesso dimenticata... un tema sociale che dovrebbe coinvolgere tutte le coscienze e invece vive tra la noncuranza generale. Lirica molto ben espressa e toccante. Complimenti sinceri

Rosita Bottigliero8 gennaio 2016

Lirica di contenuti molto significativi... una sofferenza che fa a pugni con la propria vita... si riesce a vedere quel poco anche dietro poche azioni. La struttura è carica di figure retoriche che ne abbelliscono e rendono interessante la poesia. Complimenti. Ottimo testo

Donato Leo8 gennaio 2016

Per le vicissitudini che si vivono giornalmente è come se ci trovassimo ristretti in una camicia di forza. La condizione attuale non è delle migliori ed il bravo poeta mette a nudo una condizione umana di grande disagio.

picciro8 gennaio 2016

Similitudini davvero pregnanti per descrivere una dolorosa condizione umana. Molto bella davvero...

Antonella Garzonio9 gennaio 2016

La cultura dell'indifferenza ci spinge al cinismo e all'emarginazione nei confronti di chi vive in una condizione di feroce povertà senza via di uscita. Una sofferenza dimenticata, un tema toccante, che emoziona e dimostra ancora una volta la grande sensibilità dell'autore.

Daniela Dessì9 gennaio 2016

A volte si resta prigionieri di una condizione disumana, la povertà fisica e morale imprigiona anime sfortunate, vivono ai margini dell'indifferenza senza potersi riscattare da una vita misera.

Carlo Baroni11 gennaio 2016

la libertà interiore contrapposta all'impossibilità di una condizione esteriore. molto bella e intensa, come tutte le poesie del bravo autore. i miei complimenti!