Terapeutico silenzio
Salvo Scamporrino
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Non è giorno né notte, ora è soltanto ora e fra poco non lo sarà più:
cosa c’è di più intimo dell’istante che senti solo tuo? T’appartiene.
Per sempre lo vorresti trattenere come fosse respiro da non sciupare,
soltanto in quel preciso momento senti il silenzio dentro di te,
lo senti accarezzarti con estrema delicatezza per non turbarti e poi
riempire ogni tuo singolo poro di straordinaria, rara semplicità.
La candida neve del rigido inverno dell’anima è muta, silenziosa.
Non la senti arrivare, ma ne avverti il gelo e la leggerezza vanitosa:
pelle contro pelle, cuore contro cuore, sentimento contro rancore.
Ai bordi delle sensazioni d’odio o d’amore, vuote parole senza senso,
meglio il tenace silenzio e l’abbandono a se stessi senza remore:
lasciarsi avvolgere nell’immacolata quiete che con calma rigenera.
Non è semplice rimanere centrati su se stessi e non farsi coinvolgere
da tutti i fastidiosi rumori che martellano incessantemente l’essere,
la schizofrenia è conseguenziale e sta ai margini del profondo abisso,
la dipendenza dai decibel necessita sempre di orecchie più grandi
e di un cervello che sfiora la demenzialità: spegni tutto e rilassati,
un bel respiro profondo, occhi socchiusi, ma soprattutto il silenzio.
Quel silenzio che avverti giungere dal profondo delle tue membra
pervade ogni più piccola parte della tua fragile esistenza e la cura;
quel silenzio che arriva come una nuova stagione a far rinascere
la tua consapevolezza di essere una creatura speciale; quel silenzio
che forte t’abbraccia e ti fa sentire amato e pronto ad amare, così
travalicherai i confini dell’isolamento e sarai tutt’uno con l’infinito.
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L'autore
Salvo Scamporrino
Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.
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