Quella stella che non si spegne

Ho guardato dentro la tua anima
che del martirio ha tenuto ogni colore
e mi hai tenuto nel silenzio
di quel mattino che rifiutai i tuoi occhi
e li nascosi dentro il cuore per serbarne il lutto
-il profumo di quell’abbraccio è rimasto nelle mani.
Quelle che riempii di pietre
che ferme distrussero la tua speranza.
M’imbrattai di cielo e mi nascosi al mondo
perché il grido di questo amore fosse celato
alle tue orecchie, che il cuore ne percepì ogni fragranza.
Misero difesi il mio pensiero
gonfio d’un magistero farabutto,
-il giudizio corrose le certezze e spense ogni speranza
disegnando un mostro che di paura aveva ogni fattezza
-Ed io, a non capire che d’amore si può ferire.
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L'autore
Merlino
Commenti (2)
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Pagu11 gennaio 2016
Sofferenze d'amore, ricordi che fanno male... sì, d'amore si può ferire e il poeta lo spiega bene in questo lavoro intenso e malinconico, ma bello e molto poetico. Una poesia che colpisce e piace. Complimenti sentiti.
Adele Vincenti13 gennaio 2016
D'amore si può ferire e turbare armonia ...e cancellare impronte all'anima... spenti i colori si può anche morire, dentro... lasciando aliti al vento... L'amore non è consapevole,è un sentimento vagabondo, uno scrigno di perle, un bianco giglio... Quando si ama, la ragione spera...


