Sogni d'Inferno
E sei qui all’inferno
nel caldo torrido
solo e abbracciato
a te stesso.
Chiudi gli occhi
per non vedere,
per non sentire
le urla intorno.
Li riapri, fiamme
e volti ghignanti.
Allora che puoi fare,
se non sognare.
Sei tra le braccia
del vento, a guardare
il tramonto, il cielo
opaco intorno a te
le stelle lontane
sembrano lucciole.
Là uno spicchio
d’avorio ti fissa
mentre il giorno
muore.
Luna, bella e fredda
portami ancora qui
non lasciarmi.
Ed ecco che anche da lei
si apre un ghigno.
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Commenti (1)
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M
Maria Francesca3 settembre 2007
Una poesia che impressiona, interessante la chiusa