Vorrei omaggiarti ancora
Le tue onde trascinano
masse torbide di pensieri
da quando le piene delle tue vene
sfogliarono le rose del fango
straripando il carbone della sera
sulla purezza della sacra fonte.
Non avrò più nemmeno lacrime,
per il commiato, perché le ho versate tutte
nello stillicidio della tua consumata luce
che penetra obliqui raggi
dove il Buon Giardiniere ancora spera
un’altra primavera,
prima di recidere la pianta inaridita.
Nell’insana veglia mi piace pensarti
ancora accesa di lucida coscienza
per accogliere l’omaggio di questo
tuo lontano figlio
che porta al cospetto del tuo cuore
il nuovo bocciolo di un candido giglio
Un ruscello di sorgente pura
che sgorga lenta nella fonte antica,
dove hai attinto e dissetato la tua essenza
di donna, di madre e di nonna.
Un nuovo fiore, l’ultimo sorriso,
che ti accompagnerà nella terra oscura
per illuminare la tua ultima ora
e giungere serena alle porte del Paradiso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!