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Fantasia 14 gennaio 2016 · lettura 1 min · 1751 letture

Dubbio

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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E se fossimo tutti fuori strada (intellettuali, critici, poeti), se il bello e il vero stessero in contrada abitata dagli uomini inconsueti? Se da barboni, frati, contadini arrivasse il messaggio più importante, se la cultura per cervelli fini fosse solo un percorso fuorviante? Se la semplicità di stare al mondo fosse l’unica cosa da capire, se scavare un po’ troppo nel profondo non facesse davvero progredire? Se fosse povertà d’intelligenza la dote più preziosa d’ogni umana nostra esistenza, e stare spesso senza tanti pensieri un vero toccasana?
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Ho inserito questa composizione in "Fantasia" e non in "Riflessioni", o "Impressioni", perché sono io il primo a rispondere negativamente alle domande che essa pone (per quanto a volte...)

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (7)

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adriana sini14 gennaio 2016

"Il bello sta negli occhi di chi guarda" disse qualcuno che forse aveva smesso di farsi tante domande e aveva imparato che è bellezza tutto ciò che ci dà piacere, che ci regala qualcosa; sarebbe assurdo pensare la bellezza sia prerogativa dei soli ntelletuali, poeti, critici o cervelli fini. Ma sarebbe altrettanto assurdo attribuirla a coloro che, per semplicità di pensiero, accettano quello che il destino pone loro davanti senza mai porsi domande: non può esistere così evoluzione, crescita intellettuale. Porsi dei quesiti è il primo passo per mettersi in discussione e conseguentemte per migliorarsi. Ciò ovviamente vale sia nella ricerca della bellezza che della conoscenza in genere.

Rosetta Sacchi14 gennaio 2016

Tanti se … E se fossero tutti veri? Il punto è che non vi sono più certezze. E si arriva al paradosso di dubitare di ogni cosa. Forse la verità sta nel fatto che siamo davvero tutti fuori strada perché il cammino non è più chiaro. Una mia considerazione molto personale, questa. Condivisa anche la nota, davvero esplicativa in questo caso. Apprezzatissimo ed accattivante il componimento poetico per lo stile

Grazia La Gatta14 gennaio 2016

Una riflessione fantastica interessante e affascinante; personalmente, penso che oggi non si abbia più chiarezza di dove siano le certezze perché viviamo in un mondo privo di giustizia, moralità, valori e, soprattutto, ci stiamo avviando ad un declino della cultura (intesa, non solo del sapere appreso dai libri ma dalla capacità di far funzionare il cervello con intelligenza e buon senso). Molto apprezzata.

carla vercelli14 gennaio 2016

Nessuno, anche l'uomo più colto e ispirato, è detentore della verità, della bellezza, della bontà...Il dubbio, appunto, altro nome dell'intelligenza per alcuni, s'insinua nelle menti più aperte, più facili a "contaminarsi"...quando la contaminazione è comunque e sempre arricchimento culturale ed esistenziale. Complimenti al poeta!

elena rapisa17 gennaio 2016

Amletici dubbi e chi se li pone è in cerca di cibo per la mente. Personalmente ne ho una infinità, se non li avessi mi sentirei vuota e arida. Dunque cerchiamo di non appiattirci nel quieto vivere, ma poniamo pure domande. Non risolveremo i problemi esistenziali e pur forse soffrendone ci arricchiremo. Poni sempre dei quesiti interessanti ed espressi con maestria poetica

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romeo cantoni17 gennaio 2016

...dopo i "se" ci sono i "ma"...attendiamo fiduciosi...; dimenticavo, la conclusione sono i "quindi"...; sto solo scherzando!...Ottimi versi ...ad alcuni nemmeno se gli regali la pala si mettono a scavare...

rosanna gazzaniga19 gennaio 2016

Qualcuno più di mille anni fa disse: se non diverrete come bambini non entrerete nel regno dei cieli... il cielo come pace interiore e capacità di gustare le gioie semplici della vita. Quello da evitare, come descritto da questi profondi versi, è dunque la povertà interiore e la conseguente inquietudine esistenziale. Bellissima!