565 lettori online · 362.873 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Introspezione
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Rosetta Sacchi
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Introspezione 14 gennaio 2016 · lettura 1 min · 1200 letture

Per un piatto di lenticchie

Rosetta Sacchi 1894 poesie pubblicate
+ Segui
In un tempo di passi stanchi sull’asfalto e di pensieri bui, ad amare lacrime avresti ceduto un amore infante, gravido d’incertezze esterrefatto e muto nella sua danza d’ombre e nello specchio vuoto della memoria - Tutto per un piatto di lenticchie - un tempo di solitudine e di foglie morte sul viale dissestato e di vento ululante dietro le porte, avresti negato al cuore quel battito più forte nel petto avresti chiuso l’anima a fiutare l’aria dietro cancelli di silenzi e note discordanti, avresti sorriso a un mendicante come a un ladro e chiesto aiuto a un non vedente o a un muto quando i tuoi occhi non illuminavano prati fioriti e la bocca taceva sulla vita stolta, impaurita, assente - Per un piatto di lenticchie - Perché niente avrebbe avuto più senso, nel tuo inverno di solitudine, se non una sorta d'illusione d'un fuoco acceso nel camino, a saziare la tua sete di luce e di calore
♥ 0 💬 2
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Il piatto di lenticchie ha qui un significato simbolico per spiegare la rinuncia a inseguire un sogno, in quanto ritenuto impossibile, barattandolo con una meta più facile e a portata di mano.

L'autore
Rosetta Sacchi

"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paola Riccio14 gennaio 2016

Per quel piatto di lenticchie simbolo di famiglia, casa e certezze abbiamo rinunciato all'incerto, ci resta una tale malinconia... come sarebbe stato? Posso solo dirti che io ho seguito l'incerto e non è tanto diverso, non ho comunque trovato quello che cercavo... tornassi indietro sceglierei il piatto di lenticchie. Bellissima riflessione.

Giuseppe Gallo14 gennaio 2016

E’ vero, nei momenti bui quando la vita graffia siamo portati a fare di tutto per ritagliarci il nostro piccolo spazio con luce e calore. Quale sia poi il limite da non oltrepassare lo impone la coscienza. Ottimo spunto in una lirica molto gradita.