Le stagioni non erano più stagioni
Nel profondo riposa
il Ricordo
e la Dolce Melodia
oggi tace.
Da Follia venni rapita
beffarda e traditrice
arrogante e Superba
da Lei devastata
a Lei sottomessa.
Danzavo pazza
senza veli
e non Pudore
avevan le parole
quando a te cantavo
l'Amore mio.
L'Inverno avvolse poi
la Tristezza ed il Dolore.
Senza foglie erano i rami
senza acqua le sorgenti
senza colori i quadri appesi
senza profumo le mie mani.
Il Vuoto.
Quello che rende vuoti.
Quel Vuoto
che è Voragine
dove ogni oggetto cade
dove la mente si perde
e non si illumina niente.
All'inverno seguì l'inverno
in quell'anno senza stagione.
Fu poi un Vento Estivo
una Tempesta di sabbia
a farmi sentire
il sale sulla pelle.
Le stagioni non erano più stagioni.
Quando non c'eri.
Oggi
non ci sei
ed è già Estate.
©
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Commenti (3)
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Elisabetta Randazzo4 settembre 2007
” Fu poi un Vento Estivo una Tempesta di sabbia a farmi sentire il sale sulla pelle.” Mi piace molto questo passaggio
Simona Scudeller4 settembre 2007
Che bel componimento, scorrevole, intimo, velato di quell amalinconia magica. sinceri
Ferny Max Curzio8 settembre 2007
W la vita nuova! Oggi riassaporiamo l'estate, perché l'inverno del ns. scontento dovuto a coloro che ce lo provocavano con la loro assenza è finalmente terminato... e non importa più se fuori il meteo dice freddo e pioggia, perché ormai rinati all'amore l'estate ci è rifiorita dentro. Bella poesia, molto musicale.


