Senso
Massimiliano Zaino
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Suonava al pianoforte una fuga,
ed era bella, ed era bruna, e giòvine.
Sguardo ineffàbile
d'un cuore puro,
nella sua danza
d'avorio estàtico,
nell'occhio oscuro
della sua stanza;
e aveva làgrime
all'occhio mesto,
suonando casta
il clavicèmbalo
l'Andante e il Presto,
aria nefasta,
ed era forse la bellezza umana,
nel suo Idëàl inatteso e supremo,
ed era donna come la contempla
il Poëta che canta. Era infinito
volto di ròride
nubi del Cielo,
lume di Sole
dinnanzi al Chèrubo,
nudo di velo,
campo di viole.
Labbro ancestràle e quieto e senza ruga
era. Era una giòvine
fiamma di Vita,
presso l'arcana
stanza di tàcita
cera smarrita,
e sovrumana;
e mentre il pùbblico
lieto applaudiva,
ella gemeva,
nel suo postrìbolo,
di sensi viva,
quasi godeva.
E mentre un prete gridava Si uccida!
Ella al pianforte teneva la Bibbia,
dianzi al suo neo,
al fariseo:
chi è senza pecca scagli
la prima pietra!
Diceva in gèmiti:
Giacevo ignuda,
mi hai tu vestita?
Venisti un giorno
quand'ero in càrcere,
presso la cruda
corda su' un orno?
E la Bellezza giaceva perduta,
sotto le vesti di una prostituta.
Chi è senza pecca scagli
la prima pietra!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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