C’era una volta una sicula fanciulla
Mariella Pennisi
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C’era una volta una sicula fanciulla
dalla pelle coccolata dai raggi
d’un sole più dorato
di limoni e zagara profumato.
Ella amava nuotar tra i flutti
del mar da molti solcato,
fenici, greci e uomini tutti,
schivando la falce di Crono adirato.
Come sirena tra Scilla e Cariddi
mutava sovente di colpo la rotta
dalla brama spinta d’una lirica
o d’un sonetto alla corte di Federico
l’imperator dei poeti eletto.
Si spostava poi nella valle di Girgenti
per ammirar i gloriosi templi
e andava a parlar all’orecchio di Dionigi
e a veder le tragedie illustri
con la cara Aretusa dalla folta chioma
che di lei aveva lo stesso idioma.
In groppa al delfino riprendeva le acque
per approdar sugli aguzzi scogli
che il ciclope accecato
ad Ulisse aveva con veemenza scagliato
e mentre passava la Provvidenza
salutava con un gesto accorato.
Al crepuscolo saliva sull’alta rocca
dove la vista gode dell’Etna
e se sposti un poco lo sguardo
puoi apprezzar un glorioso paesaggio.
Paga del meraviglioso viaggio
ella andava a riposar serena
e molto altro le tornava in mente
da esplorar nella sua
accogliente Trinacria amena.
©
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L'autore
Mariella Pennisi
Leggendo nutriamo le nostre anime, scrivendo liberiamo i pensieri in forme infinite...
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