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Barbara Golini
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ci sono suoni che rivelano infiniti, che saltano nel lobo e strimpellano
alcuni così estranei, altri così familiari
ci baciano di soppiatto, tra le vie antiche di questa città
(ho l'impressione che qualcuno mi segua)
un tempo scalpitavano carrozze
nel gelo d'inverno
nel fiato racconto
sul ponte della fortezza, nessuno che ci accompagna, nemmeno il mare
qualcuno parcheggiò una nave a ricordo di sangue versato
volano le parole intorno, rimango inebriata
(è un suono dolce quello che mi circonda)
un tempo camminavano poeti
nel gelo d'inverno
nel fiato poesia
verso dell'acqua nel bicchiere, che possa pulirci l'anima
stringo le mani forte, ci soffio dentro
stringo forte il colbacco, che mi salva le meningi
(ho l'impressione di essere già vissuta)
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (3)
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zani carlo19 gennaio 2016
Ho avuto l'impressione di vivere un'avventura grazie a queste strofe... una poesia che dona forti sensazioni... trascina dall'inizio alla fine senza pause.
Paola Galli24 gennaio 2016
impeccabile e forte lo stile di quest'autrice che stupisce sempre per profondità d'intenti e tematiche che fanno riflettere, tra le pieghe delle parole c'è l'anima che incombe!
Luciano Capaldo25 gennaio 2016
Stile unico sicuramente forte e suggestivo ma coinvolgente nelle sue atmosfere Belle sensazioni. Complimenti



