659 lettori online · 356.338 poesie · 7.563 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Sociale
Sociale 22 gennaio 2016 · lettura 1 min · 1646 letture

Tra Vomero e Vesuvio

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
+ Segui
Tra Vomero e Vesuvio giace inquieta una città da tanti molto amata, quella che fu per secoli la meta dei popoli che l’hanno conquistata. L’anima del Vesuvio, alquanto nera, è simbolo di vita irrazionale, di capricci di dei, di follia vera della natura, eccelsa e micidiale. E l’anima del Vomero si oppone a quella sorellastra sì vicina: con l’aiuto dell’uomo una ragione cerca per ciò che il fato le propina. Così conduce la sua vita quella città che sta tra le due opposte sponde, premiando a volte la cultura bella, altre volte del caos le scure onde.
♥ 0 💬 2
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Una delle peculiarità di Napoli è quella di essere stata raggiunta, nel Settecento, dall'Illuminismo, come Milano e forse ancor più di Milano. Ma, mentre nella Lombardia quel vento illuministico si rafforzava (con Beccaria, i Verri...) , soffiando poi anche sul resto dell'Italia settentrionale e sulla Toscana, a Napoli (che ebbe figure importantissime: Genovesi, Galiani, Filangieri, Pagano, ecc.) , per vari motivi, esso si propagò di meno e non si estese al resto del Sud (il colpo di grazia gli fu dato dal fallimento della Repubblica partenopea del 1799) . Ancora oggi si ha l'impressione che quell'Illuminismo frequenti (parzialmente) solo certe zone della città e che sia quasi assente in altre. Ecco, la contrapposizione fra Vomero e Vesuvio nella poesia vuole rappresentare anche questo concetto. Io penso che, se si potesse analizzare il tasso di illuminismo di ogni abitante di Napoli, non si troverebbero mai tipi puri: si può andare, diciamo, dal 90 % di buona parte dei Vomeresi al 10 % degli abitanti di certi quartieri rappresentati qui dal Vesuvio, ma che naturalmente non sono il Vesuvio in quanto vulcano. Io stesso, anche se napoletano di provincia, penso di avere un tasso non indifferente, ma certo non elevatissimo, di illuminismo; altrimenti, sarei diventato forse uno scienziato più che un amante delle belle lettere, e soprattutto non mi sarei messo a scrivere poesie (anche se le mie poesie sembrano talvolta scritte più con la mente che con il cuore...)5 febbraio 2017
A
L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Luciano Capaldo22 gennaio 2016

Sono di origini napoletane e proprio del Vomero, mio padre. Non ho mai abitato lì fisicamente ma il mio cuore è sempre stato lì ancorché riesca a trovare sempre un po' di tempo per recarmici. E' tutta vera questa bella poesia. I contrasti di una città divisa fra opinioni e filosofia fra lingua e linguaggio, fra cuore ed azione. Evocativa e fluida. Da conservare e mi complimento con il poeta.

Anna Di Principe22 gennaio 2016

Il valente Poeta analizza la bellezza della città di Napoli (che adoro) e il suo incantevole golfo... una città amata sin dall'antichità ad oggi con tutte le sue contraddizioni. Un dettato poetico sapientemente strutturato, che ho molto apprezzato... il mio elogio.