I vetri appannati

Si appannano apposta,
lo sai i finestrini,
per far disegnare
le facce ai bambini.
E quando si incrocian,
le auto e le facce,
si scambian sorrisi
e a volte linguacce.
Da un treno veloce
volò via una faccia,
sparì tra le stelle
si perse ogni traccia.
Riapparve d'incanto
su un vetro una sera,
appena fu chiusa
una fredda portiera.
Il bimbo seduto
rimase stupito,
gli tolse una goccia
dal viso col dito.
Rifece il contorno
girando preciso,
la faccia aprì gli occhi...
poi fece un sorriso.
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Commenti (1)
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Adriana22 gennaio 2016
sono estasiata, non so dire quanto sia bella, scritta bene, scorre veloce e poi ti avvolge nel tema della poesia. complimenti
