Esoscheletro della quercia
Vento del nord, pulitore di stelle,
vieni troppo tardi.
Quando l’armadio della notte
ha richiuso gli scheletri di mille farfalle
dentro le cascate dell’aurora
Le tue brezze non possono raccogliere versi
nell’assenza della passione.
Né il cuculo saprà mai pronunciare
la gioia della parola amore
sui rami spogli dei pioppi.
Nella lontana ossessione
dell’ombra, affonda le radici
l’esoscheletro della quercia
che frastaglia il blu luminoso
coi suoi artigli di tristezza
per trafiggere una grigia luna
e meditare sul mio volto d’ogni giorno
ch’appassisce nello specchio del cielo.
©
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