Non avevo alcun diritto di saperlo?
E’ molto tempo che non vado in chiesa,
però stasera sento che il mio cuore
m’invita a entrarci, ma con la pretesa
di chiedere una grazia al Creatore.
...Mi son fermato a un metro dall’altare
ed ho guardato verso il crocefisso,
ma non avevo voglia di pregare ...
nel mio cervello c’era un chiodo fisso ...
Volevo formulare l’ambizione
di chiedere a Dio Onnipotente
se mi poteva dir con precisione
la data, se futura od imminente,
che riguardava la mia dipartita.
Allor Gli ho detto: “Tu che sei Divino,
annunciami la fine della vita,
voglio saper se il dramma è già vicino
o se la morte è cosa da ignorare
pei prossimi decenni, la richiesta
riguarda i miei progetti da attuare
che son nascosti dentro la mia testa.
E, poi, preoccuparmi pel futuro
di tutti i membri della mia famiglia:
al maschio offrire un posto più sicuro
ed una posizione per mia figlia.
Per questo che Ti chiedo gentilmente
di dirmi il giorno in cui dovrò morire,
almeno disporrò principalmente
di quelle cose urgenti e poi partire
per l’Aldilà con la coscienza a posto!
Perciò Ti prego, dimmi in giorno esatto,
ho troppe cose che mi sono imposto,
mi stan facendo diventare matto!
T’ho confessato tutte le mie pene
e sai il motivo per cui sto soffrendo,
ho il sangue che ribolle nelle vene
e mi tortura in un modo orrendo!
Rispondimi, Ti prego, dimmi il giorno
e l’ora in cui verrà la dipartita!
Se non rispondi, poi, farò ritorno!
Su dimmi quando cessa la mia vita?”
... Mi sono inginocchiato a capo chino
in preda a un nervosismo generale,
la cosa riguardava il mio destino
non era una proposta commerciale!
All’improvviso, nella chiesa vuota,
ho percepito il suono di una voce
ch’entrava nel mio orecchio, alquanto ignota,
e mi diceva, quasi sottovoce:
“In chiesa ci si viene per pregare,
però non sei venuto qui per questo
e ti dovrei già ... rimproverare,
ma visto che sei stato un uomo onesto
mi limito a rispondere al quesito
nel modo confacente al mio ruolo,
ovvero: per nessuno è stabilito
conoscere il futuro, non sei il solo
che viene in chiesa a farmi questo appello,
ma Io t’ho dato il soffio della vita
e devi rispettarla, il tuo cervello
la sta rendendo critica, avvilita!
Tralascia il dubbio e vivila contento,
giorno per giorno, senza alcun pensiero,
godendo la natura e il firmamento
con l’animo sereno, forte e fiero,
perché, altrimenti, tu finisci pazzo!
T’aspettano i tuoi cari per la cena! ”
... Ne sono uscito pieno d’imbarazzo
e con il cuore veramente in pena!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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