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Riflessioni 26 gennaio 2016 · lettura 1 min · 2599 letture

Shoah

Anna Di Principe 603 poesie pubblicate
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Dov'era l'uomo quando il cielo la luce dei cuori oscurò? Invano la Terra pietà implorava ma fu lo sterminio vita spezzata di steli di fiori di sogni svaniti dall'orrore cancellati . Alle più atroci delle colpe l'uomo vuol rimediare nel ricordare in silenzio dovuto la vergogna di ciò che è stato. Quel silenzio che insonne rende la notte sotto il peso del rimorso penitente.
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L'autore
Anna Di Principe

Amo la poesia ,perché rompe le regole della scrittura e allarga orizzonti mai esplorati... la poesia è rivoluzionaria, perché mette in gioco l'ordine costituito ... amo la poesia , perché mi dà la possibilità di utilizzare la lingua in modo creativo , di esprimere sentimenti e percezioni attraverso le parole ,giocando

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Commenti (12)

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Rosita Bottigliero27 gennaio 2016

Versi che regalano momenti tristi di un respiro smorzato... sono immagini che fanno meditare. Molto apprezzata

zani carlo27 gennaio 2016

Una toccante poesia che vuol ricordare il dramma vissuto da un intero popolo... per mai dimenticare gli effetti della cattiveria infinita, insita purtroppo nell'animo umano.

Pagu27 gennaio 2016

Uno sguardo che colpisce e commuove su una delle pagine più orrende della nostra storia. La poetessa ci invita alla riflessione e al ricordo, in memoria di coloro che sono state vittime innocenti della follia umana. Per non dimenticare...

Luciano Capaldo27 gennaio 2016

Un invito alla memoria per non dimenticare. Una nuova perla da aggiungere alla collana di tante belle liriche dedicate a questo giorno 27/01/1945. Difficile immaginare che tutto sia partito dall'uomo! Versi che penetrano il cuore e la mente e si poggiano sull'anima. Anche in questa circostanza l'eleganza e la fluidità evocativa dello scrivere della poetessa non tradiscono le mie aspettative. Complimneti.

Paola Riccio27 gennaio 2016

Rimorso penitente, dov'era l'uomo? Lo sguardo della poetessa è esso stesso negazione dell'essere umani, poesia molto apprezzata.

Angela Schembri27 gennaio 2016

Non si possono dimenticare certi crimini di vite sterminate. Molte testimonianze ci riportano a quegli atroci momenti dovuti alla presunzione, ad egoismo misto a pazzia di gente indegna di far parte della razza umana. Quale potere avevano su altra razza? Avete visto gli sguardi condannati alla morte? Quei veli di tristezza peseranno come macigni su anime dannate, anche agli inferi. Vite spezzate di steli di fiori, dice bene la poetessa, rivestendo gli ebrei di quella dignità a loro strappata e ridando vita nelle memorie per le vite recise. Complimenti, degna lirica meritevole di un applauso ed un inchino

Giuseppe Gallo27 gennaio 2016

Bella lirica che attraverso versi evocativi ci invita a riflettere nel ricordo incancellabile di tristissimi eventi. Mai rimanere in silenzio davanti a queste atrocità. Molto gradita.

Donato Leo27 gennaio 2016

Versi che fanno riflettere. Un dramma che coinvolse non solo i sei milioni di ebrei, ma anche i loro congiunti, ma anche il popolo intero. Quanta malvagità venne messa in atto nei confronti di persone inerme.

Sara Acireale27 gennaio 2016

Dov'era l'uomo quando si perpetrava un orrore così atroce? L'indifferenza europea è stata una grande colpa, si fingeva di non capire, di non vedere, di non sentire. A molti faceva anche comodo perché andavano ad abitare nelle case lasciate dagli ebrei, s'insediavano nei loro negozi... L'Italia, purtroppo, si macchiò di una colpa ancora più grave: fu corresponsabile dello sterminio. Molti italiani fecero la spia ai loro colleghi, ai loro vicini di casa e fu per una soffiata di gente ignobile che Primo Levi fu deportato. Bisogna anche dire che ci furono esempi luminosi di "giusti" che si adoperarono per salvare gli ebrei dalla catastrofe... Una lirica di alto spessore sociale

Grazia Denaro27 gennaio 2016

In quel frangente non esisteva l'uomo ma solo belve senza cuore e sentimenti. Quello che successe fu una cosa orribile che mai un uomo avrebbe dovuto perpetrare tanta violenza su un suo simile. Fu la distruzione d'un popolo intero, torturato, massacrato, annientato. Il ricordo su quell'orrore deve rimanere sempre vivo perché non succeda mai più. Purtroppo, ancora oggi ci sono focolai d'odio che da altre parti vogliono annientare i propri simili. Periodicamente nella storia, il cuore umano viene ammantato da una nube oscura che copre o cancella la fratellanza e il bene universale che dovrebbe renderci tutti fratelli, qualunque sia l'etnia a cui essi appartengono.

carla composto27 gennaio 2016

Solo belve feroci assetate di sangue innocente... vite spezzate sogni spazzati via... madri private dei propri figli... nessuna pietà. ...che non si ripeta mai più. ...opera magistrale importante alla quale va il mio elogio, autrice di rilievo che apprezzo e stimo

Cinzia Gargiulo28 gennaio 2016

Il fatto è che mentre ricordiamo per non dimenticare e diciamo che mai più si si dovranno verificare certe atrocità nel mondo ne vengono perpetrate molte altre a tanti popoli di cui non si parla mai... Nella storia inoltre si sono già verificati altri eccidi che non fanno notizia... ricordiamoli tutti... Versi intensi ed accorati, molto apprezzati per contenuto e forma.