In Memoria
Saverio Chiti
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Ricordo che poche frasi, solo il buio mi è ancora familiare
con il suo lento brusio di passi strascicati sul selciato
e lacrime mute che scorrevano
lungo le guance scarnite dalla fame.
Rammento bene invece quell'imperioso ordine
- lui no! riportatelo alla baracca -
e poi il doloroso distacco da quella materna mano
- vai figlio mio, salvati almeno tu -
e io che allontanandomi, piangevo
nel seguir quella bigia divisa dall’animo gentile.
Mi ricordo ancora, e come potrei dimenticare quei tristi giorni
rubati all'infanzia e gettati in faccia alla vita,
là ho perso il mio essere bambino
oltre a gran parte della famiglia...
Adesso che vecchio mi accingo al termine
spero di ritrovare in nuova vita quella calda mano di madre.
La speranza di giustizia sapete, è vana
se non supportata dalla memoria
che spesso è priva in chi di negazione vive...
Forse loro non sono figli di quella divisa bigia
e non comprendono cosa sia Memoria.
Ora sono pronto, fuori da questa baracca chiamata vita...
Non ci sarà chi mi porterà indietro
e nemmeno chi mi toglierà questo assurdo numero
che ancora con fierezza porto sullo scarnito braccio
e non sarò certo io a dimenticare l'oblio
di un popolo condannato a morte
da chi ancora, non sostiene la Memoria.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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