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Riflessioni 27 gennaio 2016 · lettura 2 min · 1231 letture

Il Lamento di un Epigono

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Era una lùgubre nebbia, era il vento dei sogni cupi, nei mesti spàsimi del mio tormento, l'urlo dei lupi. Come la tènebra di scialba Luna, muore il sospiro delle mie immòbili Notti. E m'è cura il cuor. Deliro! Non è che un cènere la Vita: teschi di tombe e crani, dove v'è l'ìncubo che i fonti freschi non fa che vani. Sepolcro e lòculo fu il nostro feto, il ventre, il verme del nostro piàngere, senso d'Inquieto, come un inerme Titàno al valico della sua pena, del corvo tetro che sugge il fègato suo, il cuor - catena - fatto di vetro. Spera, tu, ràpsodo, grìdalo ai monti, grida la spene ùltima e pròssima agli orizzonti delle tue vene! Sòrgon fantàsimi, tristi, fugaci, sono il Destino del nostro gèmito, rostri rapaci d'empio declino. La Vita è un ìncubo: non v'è che pianto, perenne fio. Ma spera! Prègalo! Col nudo pianto il muto Dio!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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