Dentro la vernice del ghiaccio
Giorgia Spurio
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Brivido, come un bivio
il mare e il buio,
la neve e il cielo,
la strada e i negozi chiusi,
un sacco che il cuore contiene
di ansie con ali senza penne
né piume né matite né respiri.
Ho braccia fredde, come binari,
senza che io torni
-sperando, nel tuo ritorno-.
Ho tese silenziose lancette del tempo
e dell’incubo,
e cado in una vernice d’argento,
e cado, affogo,
e questo treno non ha fermata,
scivola dove è ghiaccio,
dove è argento,
sul mio corpo.
A frammenti,
pallottole e pelle,
vetro e sapone, e nuda
ti ho vista piangere
a proteggere il segreto
nascosto dove il grembo
non può avere peccato,
dove c’è la madre
che ha procreato il nostro amore.
E le mura sono reti e gabbie,
e i corpi non hanno più organi,
svuotati, morti e deportati,
silenzi tra le mani delle ragazze.
Capelli – tagliati –
tra le mani delle donne.
E in un attimo
Non ti riconoscevo più...
E in un attimo
ti ho cercato,
tra gli occhi e le cieche
vecchie insolenti solite
menzogne.
E in un attimo...
In un attimo
Ti ho perso.
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Giorgia Spurio
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