Stagioni
Lorenzo Genna
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Colmo di sabbia
l'acqua mi pulisce
il sale mi purifica
e il sole mi scalda
il suo nome è Estate
che riecheggia
nelle urla dei bambini
come un coro
d'una Chiesa piena di fede
Con occhi lucidi
piango con il cielo
l'azzurro che diviene grigio
la stella più grande
tenta di farsi notare
ma diviene quasi un ricordo
il suo nome è Autunno
e le foglie lo scrivono
sull'erba incolore
Guardo in alto
e vedo bianco
nulla di così bello
se non la prematura notte
che accoglie troppo presto
le fredde pelli
tra le sue braccia
lo chiamano Inverno
e sul ghiaccio
vedo il mio riflesso
come un freddo specchio
Infine i fiori rinascono
gli uccelli cantano
la stella più bella ritorna
e mi sembra
d' incontrar un vecchio amico
seduto nel verde e nell'azzurro
ci parlo per ore ed ore
sentendomi dire solamente
- il cerchio si è chiuso
ciò che è morto
è finalmente rinato
e anche il tuo cuore
si è riscaldato
la chiamano Primavera
ed è qui per asciugare
le tue lacrime versate
quando tutto è caduto-
Esse son le Stagioni
dalla morte generano nascita
dalle lacrime generano sorrisi
e dall'odio generano l'amore
le si posson chiamare anche
Vita
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Lorenzo Genna
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