La meretrice
Maria Alina Ciubotaru
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Finalmente mi sono liberata
di quel suono oscuro di piano
che parole immette senz’orma di voce
ed entra nelle vene rallentando il polso
Cristal è il nome della mia debolezza
che tramuta il suono in una bellezza
alle giovinette dona la sua destrezza
albergando integro la loro dolcezza
Non posso darle colpa
a quella cortigiana,
non posso nemmeno condonarla
per quel dolore che mi ha sfregiato il cuore
oh, tu, facile meretrice,
non osare ad accostare!
Il tuo charmante charme maligno
vicino al suo amabile fallino
Non provare a sgretolare
quest’impegno tanto oneroso
che da anni noi lo portiamo avanti
senz’onta, con dignità e pace
per ridurre in pezzi il nostro legame
dovrai discendere nel profondo mare
che stirpe di tale sorta dovrà perdonare
moltitudine di libidini e diserti come te
Affrettati e scruta se ti può perdonare,
se il tuo peccato lei potrà lavare.
Tuttavia nessuno non è mai tornato
con o senza il suo peccato lavato.
©
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Maria Alina Ciubotaru
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