Senza più foglie
Patrizia Ensoli
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Si consumò il distacco
s’aprirono i cieli
bloccati dagli ingorghi di nuvole
nel via vai dei passanti.
Ancora un momento,
e pensai alla sospensione del grigio
al laghetto immobile
alle ombre dei rami scheletrici
di un inverno inoltrato.
Il distacco
da un rumore terreno
nel frullio di passeri
in cerca di molliche di pane.
Sulle panchine vuote il mio sguardo
l’odore acre ed un clacson
il contrasto appesantito sui viali spogli:
intervallo nel fragore.
Si consuma sempre il distacco
poiché non riesco a tornare nell’attimo primo.
Mi allontano di schiena, restringendo la luce sulla voce del lago.
©
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Commenti (2)
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Antonella Scamarda7 febbraio 2016
Leggendo i versi, si ha la sensazione di essere sospesi in quel distacco, quello che separa il rumore reale dai suoni dell'anima... nelle rime c'è un mondo di immagini raccontate con eleganza e raffinatezza, nel "distacco" ce n'è un altro, dove i vuoti, tra una parola e l'altra, sono pieni di, silenziosa, bellezza...
Pagu8 febbraio 2016
Difficile tornare nell'attimo prima... una poesia profonda, una bella elaborazione del tema trattato. Complimenti alla poetessa... un'opera che mi ha colpito molto.


