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Introspezione 30 gennaio 2016 · lettura 1 min · 871 letture

Libera

alias Marina Pacifici 656 poesie pubblicate
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Ognuno cammina nell'ombra dei suoi fantasmi in una vita anonima senza infamia, né gloria. Dure e senza luce sono le prigioni invisibili della memoria. I ricordi dolorosi sono le segrete celle d'isolamento dove ciascuno con la sua coscienza è nudo segregato nell'inevadibile fortezza. Vorrei partire nella notte e non fare più ritorno. Con passi di rugiada all'alba oltrepassare il fiume Lete. Trovare finalmente un nuovo approdo scevra dal passato in una terra chiamata speranza... E scrivere da principio nell'inchiostro della rinascita libera la mia storia.
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Si dice che la memoria sia un vantaggio. In realtà è una condanna.

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alias Marina Pacifici
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano30 gennaio 2016

Come scrive la poetessa, è vero che la (troppa) memoria può essere una condanna, e Jorge Luis Borges, nel suo racconto "Funes el memorioso", ha rappresentato proprio questo: l'impossibilità di vivere una vita normale da parte di un uomo che ricordava tutto, proprio tutto. In realtà nessuno può fare a meno di abitare la prigione delle proprie esperienze passate, e per questo, spesso, anche i colloqui più amichevoli risultano equivoci: ognuno vede la realtà dell'altro con gli occhi che guardano dentro la sua personale prigione.