Libera
alias Marina Pacifici
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Ognuno cammina nell'ombra dei suoi fantasmi
in una vita anonima
senza infamia, né gloria.
Dure e senza luce
sono le prigioni invisibili
della memoria.
I ricordi dolorosi sono le segrete
celle d'isolamento
dove ciascuno con la sua coscienza è nudo
segregato nell'inevadibile fortezza.
Vorrei partire nella notte
e non fare più ritorno.
Con passi di rugiada all'alba
oltrepassare il fiume Lete.
Trovare finalmente un nuovo approdo
scevra dal passato
in una terra chiamata speranza...
E scrivere da principio
nell'inchiostro della rinascita
libera
la mia storia.
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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Antonio Terracciano30 gennaio 2016
Come scrive la poetessa, è vero che la (troppa) memoria può essere una condanna, e Jorge Luis Borges, nel suo racconto "Funes el memorioso", ha rappresentato proprio questo: l'impossibilità di vivere una vita normale da parte di un uomo che ricordava tutto, proprio tutto. In realtà nessuno può fare a meno di abitare la prigione delle proprie esperienze passate, e per questo, spesso, anche i colloqui più amichevoli risultano equivoci: ognuno vede la realtà dell'altro con gli occhi che guardano dentro la sua personale prigione.
