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Riflessioni 31 gennaio 2016 · lettura 2 min · 1284 letture

Paese che muore

Giacomo Precone 90 poesie pubblicate
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Davanti al blasone dagli anni ingiallito che indica, fermo, il vecchio caffè, su tavoli sgombri d’antichi splendori, riposano ansiosi quei mazzi di carte puniti all’attesa d’utopici utenti. Castrata innocente di sfoggio copioso di candidi fiocchi, sian essi dipinti d’azzurro o di rosa, da lasso remoto al fato impotente, s’è arresa passiva e ha chiuso i battenti quell’unica scuola. Anelan le corti di donne ciarliere il prezioso ricamo, lamentano chete di vivi marmocchi, all’ inerzia mai domi, le urla feconde d’atavico gioco. Da sempre attorniate d’astanti chiassosi, le tante botteghe sfrattato hanno l’uso d’ameni frastuoni e gli usci serrati palesan le croste dettate dal tempo. Le grigie viuzze, claustrali e deserte, ploran meste le voci argentine di sciami giocondi l’amato ricordo. Resiston le rondini incuranti del vuoto e il lieto garrire intrecciato nel cielo ben poco s’intona al mesto terreno, ma resta al mattino l’aroma del pane e impregna di fresco, costante, ogni cosa, sparge nell’ aria, da tutto ormai sgombra, quell’ unico segno che ancor lega alla vita.
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L'autore
Giacomo Precone

Giacomo Filippo Precone nasce il 24 Luglio 1962 a Diso, piccola cittadina della provincia di Lecce, dove ancora oggi vive e lavora. Amante della pittura, della musica, del teatro e dell'arte in genere e da sempre attento a non indirizzare la propria esistenza nei complicati meandri del superfluo, non ferma l‘occhio su

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Ciascun vocabolo, in questo componimento, è ben intonato e di buona lingua.