Risveglio

Erge le esil braccia
la meschin fanciulla,
livida è la sua faccia,
al boia la pietà è il nulla.
L’abbandono è la sua virtù,
le percosse un supplizio
della dispersa gioventù,
per l’amor suo un vizio.
Perdono invoca il carnefice
per il crudele astratto,
dalle sue mani sudice
per un animo così intatto.
Arduo è il risveglio
dall’amor brutale,
al mondo c’è di meglio
d’un simile animale.
©
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