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Sociale 1 febbraio 2016 · lettura 1 min · 1522 letture

L'ultimo

Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Assurdità della vita ingrata agli occhi del miserando, su una panchina disteso, dentro sé paventa la follia del mondo. Fuori vede solo accanimento del vessatorio sistema contro il povero, debole bersaglio di una catena di cui è l'ultimo anello di congiunzione.
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L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (4)

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Pagu1 febbraio 2016

Un pensiero o una verità di grande impatto. Stile diretto e incisivo. Una prova molto apprezzata.

Grazia Denaro1 febbraio 2016

Una poesia che riempie di pena chi si prende a cuore la vita precaria che alcune persone che mancano di tutto sono costrette a vivere tra l'indifferenza di chi gli passa accanto senza neppure accorgersene. Una vita terribile che rende questi poveretti abbruttiti della carenza d'affetto e di tutto ciò che necessita per vivere una vita normale. La rabbia è verso coloro che dovrebbero curarsi di questa gente indigente, ma fanno finta che il problema non esiste.

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stello cutroneo1 febbraio 2016

Brava la poetessa a sottolineare, con versi ben centrati e nitidi, una tematica di cui troppo poco si tratta. Condivido la scelta e l'immediatezza delle immagini. Complimenti.

carla composto2 febbraio 2016

un bellissimo pensiero agli emarginati a persona che a spesso per scelta si isolano da un mondo che va loro stretto... tema ben trattato... con sensibilità e bravur lode alla poetessa