Sera

Questo strascico di morte
questa pelle sul selciato.
E la lunga scia di cose perdute,
lasciate cadere.
Quasi un dolore, una malattia
e mai lenisce
la quiete dei silenzi
Lasciavo tracce di me,
tracce di un'altra vita.
Una luce, venne da lontano, disse cose sapute e mai pronunciate
alcune memorie forse,
altre, semplicemente dolore.
Un passero sospeso, inerme al vento
un altro sole, e fu già sera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Umberto De Vita4 febbraio 2016
Magnifica poesia introspettiva. Mi congratulo con l'autore per i verse eccellenti. Complimenti.
nemesiel5 febbraio 2016
Avvolta da una malinconia che si fa struggente timore e ineluttabilità dell'esistere... il lettore segue quella scia e quel percorso, ne avverte il dolore come avverte il freddo che punge l'anima. suggella il tutto la strofa finale che ci lascia inermi e sospesi come quel fragile passero

