Bilico congenito
Simona Scudeller
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Si fonde e si confonde
la paura di morire
il ferro
arrugginisce le papille gustative
e vomiti sceglie di vita
su pavimenti sterili
di nosocomi anonimi
Gli occhi gonfi
implorano il sollievo
per annullare quel dolore
una via per uscire dal martirio
per smettere di annaspare
L’attesa del responso
ferisce l’orgoglio
di un cuore sofferente
che al camice bianco si affida
Deiezione d’ansia
e il lento scorrere di certezze amare
conduce al ristoro
della lieve rassegnazione
ancora vivo
in tempo per sperare
di poter concludere
il proprio ciclo vitale
©
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L'autore
Simona Scudeller
Commenti (2)
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G
Gaetano Barone6 settembre 2007
parole amare ma dolcissimi suoni per chi sente sempre prima con il cuore. un'emozione forte... ed un brivido corre lungo la schiena. grande, simo! bella per davvero.
V
Vondur7 settembre 2007
Le tue parole sono perfette, esprimono un immagine precisa che mi torna alla mente, leggendola, ancora prima di finirla, i miei ricordi facevano già parte di me, riportando la mia mente e il mio corpo a quel periodo, dove ciò che descrivi, lo vivevo a pieno in quel reparto, quelle persone mi mancano più di certi miei amici, e quello che scrivi ne è una prova. La mia è una lenta amarezza che scorre!
