Matriosca- (Metafore ed allegorie di un sogno)
lucio lucentini
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Ho sognato un sogno.
Ne ero consapevole e prigioniero,
essenza,
come acqua senza verso del mare.
Lo ero nel costretto d'illusione come fossi gabbiano
racchiuso dentro una matriosca di bambino.
La dispettosa mano mi ignorava e con voce innocente
in una cantilena ripeteva:
Ti voglio proteggere, sei come una farfalla
e non mi sfuggirai come gli altri,
ti voglio tenere, ti ci abituerai.
Allora guardavo che il mondo verticale
era di impressionante altezza,
una matriosca con la cupola grande
come Santa Sofia,
per la mente un illusione, un enorme follia,
Quattro minareti svettavano
nel cielo e mille uccelli
intorno volavano sul mare.
Allora
La bocca mi si arse di paura
e sperai come da ateo preghiera
che quella cupola in mille modi
al fin si frantumasse, come di un sogno
ora,
nel suono del vento.
Al risveglio ho cercato di toccarmi le ali
ma gli occhi hanno trovato soltanto
un aquilone,
come fosse un ventaglio,
legato al muro da uno spillo.
©
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L'autore
lucio lucentini
Leggere è un piacere che arricchisce il pensiero, scrivere è la capacità di farlo rivivere e vedere ; l’invisibile mano che detta la mente, che componga o giri la ruota di un vecchio proiettore non fa differenza, la sala è buia e silenziosa per quando il film appare sullo schermo allo spettatore in attesa di far pa
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