Senza ritorno
Peppe Cassese
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Non un ritorno
né un tornaconto
e luce non ce n’è
se mi confronto
col modo risaputo
di inondare
il fondo consumato
del tuo mare
che ricco di quel niente
da vetrina
trionfa sopra il nulla
ogni mattina.
Non un ritorno
qui non fa mai giorno
nei campi coltivati
orizzontali
coi vizi ritrovati
e capitali
nel giro della mente
incustodita
che sembra andare a spasso
con la vita
sopra le corde
del tuo passo infermo
coi fari spenti attesi
sullo schermo.
Non un ritorno
né carne per i denti
e dato che ti chiedo
pochi accenti
mi tratti come l’ultimo
dei servi
giocando a rimpiattino
e se mi osservi
tu leggi sul mio volto
maltrattato
il sogno da uno sfregio
incorniciato.
Non un ritorno
né un nome da cantare
col verbo che ti piace
accarezzare
con tutte le moine
dei tuoi fili
che intrecciano tormenti
i più sottili
di chi sospeso attende
un nuovo giorno
in questo gioco
senza sole intorno.
©
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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s
stello cutroneo6 febbraio 2016
Grandissima sensibilità del poeta nel trattare questo argomento e grande abilità poetica e musicalità di questi versi che mentre li si legge sembrano acquistare più ritmo. Solita bravura e complimenti vivissimi.
