Carnevale in bianco e nero
alias Marina Pacifici
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Era una festa semplice
senza pretese, né tecnologia:
nostro dominio
il regno incontaminato della fantasia.
Stelle filanti per le vie,
sciamavano ragazzini in allegria
nel lancio di coriandoli
e il suono delle trombette
sospinto dalla tramontana.
E la memoria vola lontana
a reminiscenze dilette.
Il cuore ritrova le note intime
di segreti assoli.
La musica distante, la banda del paese,
accompagnava i carri del Carnevale.
Il corteo festoso dei bambini in maschera
si snodava per il viale.
Pierrot, Brighella, Arlecchino e Colombina
sfilavano in quella vigilia fanciulla della vita,
colma di speranza e d'attesa.
Bastava poco per essere contenti:
una manciata di chiacchiere e una fetta di ciambella,
le smorfie e le battute di Pulcinella.
Ora di quegli anni d'entusiasmo
dissolta è la sorpresa
ed il domani, tanto sognato,
si è rivelato tormento e resa.
Dove saranno finite le risa spensierate di Colombina?
Nella soffitta del disincanto
giace il bel costume di seta
dimenticato in un canto
con l'argentea mascherina.
Ma quello che più manca
in un bruciante rimpianto
è la perduta gioia bambina.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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s
stello cutroneo8 febbraio 2016
Lirica pregna di sentimenti e rimpianti per quei sogni bambini che si sono persi per strada; ricordi di feste semplici, in bianco e nero li ricorda la poetessa, ma c'è cosa più colorata della festa di carnevale? Ma il bianco è nero è semplicità. Molto apprezzato il componimento, complimenti.
