Il lupo, il pane, il bambino
Giorgia Spurio
671 poesie pubblicate
+ Segui

I tuoi occhi,
mi rifuggo in te,
nel nero dell’iride
e della tua pupilla.
Lupo della solitudine,
che consola luna e stelle,
canta silenzioso lungo le strade,
invisibile a cullare i bambini,
i più piccoli indifesi desideri.
I tuoi occhi,
mi ritrovo in te,
nell’immaginazione,
in quella fragile fantasia
che vola via,
che trattengo a stento
in questa età adulta
che mi sta stretta,
che mi rimpiange
il latte che non ho mai bevuto.
Lupo dei cieli colorati,
delle menti che creano
archi e volte, cattedrali
di favole,
Notre- Dame di luci.
Mi ricredo in te,
ti stringo a me,
mi svesto
di questa camicia
così striminzita sulla pelle,
le gambe si trasformano,
e correndo
e gattonando,
gridando
e ridendo,
mascherata come da bambina.
Ricordami di quei carnevali
senza malattie,
di quei carnevali
senza incomprensioni
mascherate da Pierrot,
di quei carnevali
quando nonno
mi raccontava
dell’uva che il corvo
spartì con la volpe,
di quel chicco
che il topo
condivise con il gatto.
Nel tuo sguardo,
lupo delle fiabe tradite,
nel morbido tuo petto,
lì dove batte, forte,
lupo delle infanzie
che non si dimenticano
lì, all’angolo, sotto la tettoia,
quando tutto dormiva,
sotto la pioggia, la campagna
si assopiva
e nonno mi raccontava di te,
il tozzo di pane
che il bimbo
mangiò, e lo divise,
quella storia,
ed io seduta a lui, vicina,
quella storia
del lupo
e del bambino,
quella storia
mentre lui
staccava molliche
da quel tozzo di pane
tra le robusta dita.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
