Volo

Soave è il perpetuo largo
dal chiaro roseo tono,
spinto dall’aria ergo
seguendo del vento il suono.
Nel cielo il corpo vibro
discendo giù per valli,
al soffio il perdurar sfibro
lambendo al rio i cristalli.
Con la possanza salgo
sui monti già innevati,
all’aquila prevalgo
spazi così elevati.
Del sol godo il tepore,
l’immenso fende gli occhi,
struggente è lo stupore
udir nel vuoto dei rintocchi.
Infranto è il breve viaggio
dal tinnio suonante,
del volo vidi il miraggio
nella notte sognante.
©
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