La porta

Siediti davanti alla porta, e guarda passare il tempo.
E se si fermasse, se avesse qualcosa da dire... allora offrigli il tuo silenzio.
Perché siamo fatti per attendere, per sperare qualcosa.
E lui lo sa, lo sa bene.
Ma se siedi alla tua porta e lui non passa,
allora sorridi e sorridi piano.
Come se servisse a curare un dolore, una ferita schiusa.
Fa come se la tua vita durasse mille anni.
Ignora la sua pazienza, la sua crudele arma.
Conta le volte che hai amato, che hai voluto amare.
Raccogli i tuoi ricordi, fanne un grande mazzo di fiori e offrili alla gente.
loro capiranno, loro sapranno dire.
Siediti alla tua porta e aspetta.
Passerà il dolore, verrà la notte.
Amerai la luna.
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli11 febbraio 2016
Letta e riletta più volte, trovo una grande forza in questi versi, sapienza e sensibilità di chi la vita l'ha sentita ben incidersi nel sangue. Bellissimo il verso " Raccogli i tuoi ricordi, fanne un grande mazzo di fiori e offrili alla gente". E' potente e di grande respiro ... mettere al servizio degli altri la propria esperienza, sofferenza non è cosa facile e semplice, non condivido il detto che chi ha molto sofferto è una buona persona ... c'è chi nella sofferenza e dolore patiti cerca vendetta e scarica il rancore ... è dei grandi invece servirsene per il bene altrui. Esattamente come quei mazzi di fiori donati! Profonda e sinceramente bella!
